
Area Tematica: Alunni
Argomenti:
Dirigente scolastico: tipologia dei provvedimenti
Gentile redazione,
si richiede un parere in merito alle difficoltà incontrate con le famiglie degli studenti frequentanti plessi che insistono su un territorio particolarmente difficile. Le problematiche riguardano situazioni diversificate per quali urge un Vostro contributo, anche in termini di supporto normativo, per fronteggiare una situazione che diventa in vero insostenibile e mina la serenità operativa anche del personale e dei docenti.
Si espongono di seguito le problematiche.
1. Dall'inizio dell'anno scolastico a tutt'oggi si ricevono richieste di cambiamento plesso da parte delle famiglie di una classe della scuola primaria. L'esodo riguarda in particolare una terza classe a tempo pieno (composta di 13 alunni) verso classi a tempo prolungato delle quali una di 18 alunni ed un'altra di 14 (che presenta un caso molto problematico che a sua volta sta destando scompiglio fra le famiglie). Le motivazioni addotte finora riguardano allo stato: cambio di residenza e motivi di salute inerenti l'alimentazione.
Non essendo possibile svuotare una classe per riempire solo quella di 18, (nella classe problematica inutile dire che non vuole spostarsi nessuno) l'azione è stata finora quella di interloquire con le famiglie motivando il diniego e concedendo (nel caso legato a motivi alimentari) anche la possibilità di effettuare il pasto a casa per poi rientrare a scuola fino a che il medico lo ritenga opportuno. La reazione è stata purtroppo quella, ampiamente praticata, della minaccia di adire le vie legali e informare l’USR competente. Per quanto sopra - assunto che ovviamente la classe non si può svuotare - si richiede un parere sulle determinazioni più opportune da adottare anche a tutela di chi scrive, fermo restando che anche qualora si accogliessero tali richieste, ne arriverebbero altre per le quali non si potrebbe motivare più un diniego.
2. L'altra problematica, per la quale si richiede parere riguarda l'assegnazione di docenti di sostegno alle classi ed agli alunni.
All'inizio dell'anno scolastico si sono presentati in particolare due casi che di seguito si delineano:
- Caso n. 1: Lo scorso anno un docente di sostegno era assegnato a due alunni, entrambi art. 3 c. 1. Uno dei due alunni ha avuto un aggravamento ed è stato quindi certificato come comma 3. Pertanto a settembre, dovendo assegnare il docente alla classe, la scelta è stata quella di salvaguardare il caso più grave e privilegiare l'assegnazione al docente di sostegno di tutte le ore sull’alunno art.3 comma 3. La decisione ha suscitato l’ira della famiglia alla quale è stato cambiato il docente con relative, consuete minacce e diffida non solo a reintegrare il docente, ma anche ad aumentare le ore di sostegno allegando una relazione della neuropsichiatria infantile che consiglia il rapporto 1:1. Si precisa tuttavia che il nuovo verbale INPS conferma art. 3 c. 1- La sottoscritta ha indetto un GLO straordinario (che deve ancora svolgersi). Ora, pur comprendendo le ragioni della famiglia, si ritiene che si debbano contemperare tali esigenze con la necessità di gestire i casi gravi evitando dove possibile di spezzare la cattedra tra due docenti sullo stesso alunno. Come gestire tale caso? Bisogna rispondere alla diffida? È opportuno ripristinare il docente e spezzare la cattedra sul comma 3?
- Caso n.2: A settembre si è avuto l'ingresso alla scuola sec. di I grado di un caso particolarmente grave e di difficile gestione anche per la mole e l’impetuosità dello studente che per tale ragione ha sempre avuto docenti maschi capaci di far fronte alla sua forza. Non avendo ancora l'organico completo dei docenti di sostegno e conoscendo bene l’alunno e le sue caratteristiche, si è scelto di assegnargli due uomini che dividono quindi le 18 ore. Uno dei due docenti però è stato necessariamente tolto ad un comma 1. Il comma 1 è quindi ancora senza docente. Anche in questo caso la famiglia non accetta e non comprende la scelta operata.
Per far fronte a tutto quanto esposto sarebbe utile convocare un consiglio di Istituto straordinario per condividere le problematiche ed eventualmente chiamare l'Organo a rimodulare/riformulare sia i criteri per l'accoglimento delle richieste di cambio plesso/classe, sia definire con maggior precisione i criteri di assegnazione dei docenti di sostegno alle classi ed agli alunni?
Tenuto conto delle continue minacce ricevute si chiede se non sia opportuno relazionare all'USR delineando la situazione in essere. Quali normative soccorrono il dirigente nelle problematiche citate? Il dirigente ha agito bene? Quali suggerimenti operativi possono essere dati a supporto delle determinazioni già prese o da intraprendere.
Si ringrazia per la risposta.
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