
Area Tematica: Autonomia gestionale e finanziaria
Argomenti:
Ordinamenti/didattica/esami secondo ciclo: organizzazione classi e didattica nei licei
Si pone il caso di un Liceo scientifico che il prossimo settembre avvierà, a partire da una classe prima, una sezione di indirizzo sportivo (a seguito di regolare autorizzazione da parte dell'Assessorato Regionale). Nel piano di studi del liceo scientifico ad indirizzo sportivo, oltre alle Scienze Motorie, vi è la materia "Discipline sportive" (all'interno del normale orario curricolare) e saranno gli Organi Collegiali a pianificare quali sport inserirvi e la loro articolazione nel quinquennio di studi. Si premette che i docenti di Scienze Motorie e Discipline Sportive sono competenti per l'insegnamento di numerosi sport, eventualmente affiancati in compresenza da esperti forniti a titolo gratuito dalle Federazioni Sportive, con convenzioni. Il problema di cui al presente quesito riguarda invece la disponibilità degli impianti sportivi per lo svolgimento delle specifiche attività didattiche: gli impianti di cui usufruisce l'Istituzione scolastica sono adatti solo per alcuni tipi di sport (es. pallavolo, basket). Gli Organi Collegiali però intendono connotare il curricolo di istituto, nell'arco del quinquennio, di diverse discipline sportive in modo da garantire agli studenti un'offerta formativa varia e ben articolata (sempre all'interno delle ore mattutine curricolari delle "Discipline sportive"). In prima battuta si attiveranno le interlocuzioni con gli enti locali per sondare la possibilità di convenzioni a titolo gratuito o sovvenzionate dall'ente locale stesso per l'utilizzo di eventuali campi comunali di tennis, calcio, ecc.). Ma non è sicuro che questo tipo di iter sia realizzabile, e d'altro canto per vari sport, interessanti da un punto di vista didattico, non sussistono sul territorio impianti pubblici (es., nuoto). La domanda quindi è se un'Istituzione scolastica sia legittimata a spendere propri fondi pubblici per affittare strutture sportive (campetti, piscina, ecc.) per lo svolgimento di attività didattiche ordinarie/curricolari. Invero esperienze simili sono state già fatte, ma solo in occasione di progetti extracurricolari (come ad esempio PON, per i quali la scuola riceve dei finanziamenti ad hoc, compresa la parte dei costi indiretti/ di gestione). Il dubbio invece investe la casistica esposta, proprio in quanto inerente le ore curricolari, per le quali la scrivente nutre delle perplessità in merito al possibile profilarsi di danno all'erario. Il dubbio è fondato o, purché in presenza delle necessarie delibere collegiali sul curricolo di Istituto, la scuola può legittimamente effettuare delle spese "aggiuntive" anche per l'espletamento dell'ordinario? Si chiede, infine, se sono opportuni dei particolari accorgimenti procedurali. Grazie in anticipo per l'attenzione.
Gentile utente, se vede questo messaggio è possibile che ci sia un problema con l'account che sta utilizzando per accedere a Italiascuola.it.
Per verificare che il suo utente sia abilitato, selezioni l'icona del profilo in alto a destra. L'account sul quale cliccare presenterà l'icona "ITLS" sulla sinistra.
Se l'icona "ITLS" non è presente, significa che il suo utente non è abilitato. Se desidera abbonarsi oppure richiedere il nostro supporto, visiti la sezione "Abbonamenti e Contatti" presente sul sito. Grazie!