
Area Tematica: Personale a.t.a.
Argomenti:
Personale/ATA: collaboratori scolastici
Sono una Dirigente scolastica neoassunta. Nella mia scuola ho trovato pendente una richiesta di conciliazione ex artt. 135 ss. CCNL del 29/1172007, relativa a un TFR non riconosciuto a una collaboratrice scolastica andata in quiescenza nel xxx. La dipendente ha prestato servizio di ruolo presso un'altra istituzione scolastica, ma aveva lavorato con contratto a tempo determinato nella scuola che attualmente dirigo dal xxxxxx al xxxxx.
La collaboratrice si è accorta nel xxxx che non le era stato corrisposto l'intero TFR spettante, ma soltanto quello relativo agli anni di servizio di ruolo. Pertanto, avvalendosi dell'assistenza di un legale, ha presentato una serie di richieste di accesso agli atti alle scuole presso le quali aveva prestato servizio preruolo, nonché diverse richieste di chiarimenti all'INPS.
Dal carteggio che la segreteria mi ha consegnato, relativo ad atti e comunicazioni intercorsi dal xxxx in poi, emerge che questa istituzione scolastica, in data xxxxx, avrebbe trasmesso all'INPS la richiesta di liquidazione del TFR limitatamente al periodo dal xxxxx al xxxx, omettendo i periodi precedenti. Tale comunicazione è stata integrata soltanto nel 202x, quando, ormai, era intervenuta la prescrizione.
Infatti, l'INPS, rispondendo alla richiesta della scuola, ha comunicato che le spettanze di TFR richieste dalla collaboratrice scolastica non erano più liquidabili in quanto prescritte. Nella stessa comunicazione, tuttavia, l'INPS precisava che la scuola o l'interessata, qualora ne avessero avuto titolo, avrebbero potuto richiedere l'interruzione dei termini di prescrizione. Purtroppo, dagli atti in mio possesso, non risulta che tale iniziativa sia stata intrapresa.
Si arriva così al 20xx, quando una dirigente scolastica che mi ha preceduto incontra il legale della collaboratrice scolastica e verbalizza una possibile ipotesi di conciliazione, prevedendo ixxxxxxxxxx Contestualmente, chiede all'Ufficio Scolastico Regionale l'autorizzazione a esperire il tentativo di conciliazione.
L'USR, nonostante le reiterate richieste, non ha mai fornito un riscontro formale e, successivamente, ha trasmesso gli atti all'Ufficio Scolastico Provinciale territorialmente competente, limitandosi ad autorizzare verbalmente il tentativo di conciliazione.
Come dovrei comportarmi, secondo voi, alla luce della complessa situazione pregressa? È opportuno attendere un'autorizzazione formale dell'USR o dell'Ufficio territoriale, oppure posso, o addirittura devo, procedere autonomamente al tentativo di conciliazione? E' necessario chiedere un parere all'Avvocatura dello Stato?
Nel caso in cui l'USR e/o l'Avvocatura esprimessero parere favorevole, con quali risorse dovrebbe essere corrisposta tale somma? È necessario un preventivo passaggio in Consiglio d'Istituto? Inoltre, qualora la scuola fosse chiamata a sostenere l'onere economico, è possibile valutare un'eventuale azione di rivalsa nei confronti di chi, all'epoca dei fatti, abbia commesso l'errore che ha determinato questa situazione?
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