Casi & Pareri

Data di pubblicazione: 30/06/2026
  • Progetto "Laboratori innovativi": possibilità di evitare il definanziamento mediante regolarizzazione degli atti...
  • Area Tematica: Progetti e Risorse (PON, IFTS, Leonardo, etc)
    Argomenti: Acquisti/forniture/contratti: modulistica

    Domanda

    Spettabile Italiascuola, si chiede cortesemente consulenza su come procedere in ordine alla seguente situazione:
    l'istituto è destinatario del finanziamento "laboratori innovativi" pari a complessivi 201.000 euro; trattandosi di un importo molto elevato, lo stesso si è mosso con cautela nel valutare le procedure di acquisto dei beni, afferenti a due diversi laboratori, uno di informatica, l'altro di meccanica. La Nota MIM del 26 novembre ha infatti precisato (contrariamente a quanto avvenuto per le gite e i viaggi di istruzione) che anche nel caso di suddivisione in lotti separati, riconducibili a categorie merceologiche differenti, detti lotti dovevano comunque essere considerati unitariamente, data la confluenza in un unico progetto. Alla luce di ciò si è manifestata la necessità di procedere mediante Rdo evoluta e Procedura negoziata, modalità mai adottata in passato, malgrado i numerosi PNRR gestiti; nelle more dovute alle valutazioni di cui sopra, l'autorità di gestione, a fronte di un ticket presentato dalla scuola per avere la certezza di poter comunque andare avanti, ha ricevuto di recente la risposta che il progetto sarebbe stato definanziato per mancato avvio delle attività (atti formali di indizione delle procedure) entro il 25 maggio.
    Si richiede ora, a fronte del tanto lavoro svolto dai docenti coinvolti, come sia opportuno procedere:
    Ha senso caricare in piattaforma ora, ex post, una manifestazione di interesse avente data di protocollo ante 25 maggio, per attestare l'avvio delle attività nei termini stabiliti?
    Tale azione può eventualmente bloccare il definanziamento già annunciato?
    Il definanziamento ha carattere di revoca dell'intero importo?
    Non sarebbe auspicabile una rimodulazione economica al ribasso del progetto, in modo da poter sfruttare la procedura dell'affidamento diretto (adottata negli altri progetti PNRR) ed eludere così il possibile contenzioso ingenerato da una procedura negoziata aperta a più operatori economici?
    Oppure, date le tempistiche stringenti, è meglio rassegnarsi alla perdita dell'intero progetto?
    Le scuole si sono trovate all'improvviso a dover gestire procedure amministrative nuove, complesse e particolarmente rischiose, malgrado l'esperienza maturata con la gestione di tanti progetti PNRR: è inevitabile che le riflessioni necessarie per una corretta valutazione di tale complessità abbiano allungato tempi per la maturazione delle decisioni finali.
    Si ringrazia e si segnala l'urgenza

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