Casi & Pareri

Data di pubblicazione: 26/05/2026
  • Gestione condivisa degli spazi scolastici tra CPIA e IC: criticità e limiti decisionali degli organi collegiali...
  • Area Tematica: Rapporti Scuola-Enti locali
    Argomenti: Gestione dei beni: uso dei locali scolastici

    Domanda

    La sede distaccata del CPIA scrivente (ex CTP) è storicamente allocata all’interno di un plesso di un Istituto Comprensivo, e possiede un codice meccanografico di sede associato all'edificio dell'IC. Negli anni si sono verificate criticità nella convivenza tra le due istituzioni.
    Attualmente, i Dirigenti Scolastici delle due scuole hanno raggiunto un accordo formale per proporre al Comune una separazione totale e permanente degli spazi (interni ed esterni), mediante opere murarie e accessi indipendenti, al fine di evitare ogni promiscuità tra l’utenza adulta del CPIA e gli alunni in età scolare dell’IC.

    Tuttavia, poiché i tempi di realizzazione dei lavori da parte del Comune potrebbero essere lunghi, il Consiglio di Istituto dell'IC ha manifestato l'intenzione di condizionare il rientro/la permanenza del CPIA nell'edificio all'effettiva esecuzione di tali opere, deliberando di fatto un divieto di rientro alle condizioni attuali, nonostante il CPIA abbia la titolarità giuridica all'utilizzo di quegli spazi.

    Ciò premesso, si pongono i seguenti quesiti:

    Competenze del Consiglio di Istituto: È legittimo che il Consiglio di Istituto dell'Istituto Comprensivo deliberi in merito al rientro o meno di un'altra istituzione scolastica (il CPIA) che ha formale titolarità all'utilizzo dell'edificio, condizionando l'accesso all'esecuzione di lavori edili? Quali sono i confini tra le competenze del CdI in materia di criteri di utilizzo dei locali (art. 10 D.Lgs. 297/1994) e il diritto all'istruzione/funzionamento del CPIA?

    Competenza per la fornitura dei locali: Trattandosi di un CPIA (scuola statale per adulti) la cui sede è storicamente e logisticamente inserita in un immobile di proprietà comunale (ex scuola media/comprensivo), si chiede conferma se l'obbligo di fornire locali idonei e di farsi carico delle spese di funzionamento spetti al Comune (ai sensi dell'art. 3 della Legge 23/1996, trattandosi di locali nati per il primo ciclo) o se, per la natura ordinamentale del CPIA, la competenza debba radicarsi in capo alla Provincia.

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