
Area Tematica: Alunni, alunni portatori di disabilità
Argomenti:
Alunni: esami di idoneità
Si chiede parere in merito alla situazione di un alunno che, regolarmente iscritto alla scuola secondaria di I grado per il corrente anno scolastico, ha maturato un numero di assenze tali da pregiudicare l'ammissione allo scrutinio finale (cl. II). Il suddetto, interrotta la frequenza a febbraio, a marzo trasmette all'istituto "richiesta di istruzione parentale" comunicando il ritiro e chiedendo ad altra scuola l'ammissione all'esame di idoneità alla classe terza. Il ragazzo non ha documentato particolari gravi motivi che abbiano compromesso la frequenza, e il comportamento della famiglia - che rappresenta in realtà un atteggiamento endemico nel territorio di provenienza - si configura a mio parere come evasione dell'obbligo scolastico. Per quanto concerne il mio istituto, so che la scuola deve solo prendere atto della comunicazione e che non va rilasciato alcun nulla osta, ferma restando la possibilità di segnalare l'irregolarità ai soggetti competenti; ma cosa deve fare la scuola che ha ricevuto istanza di idoneità, considerato che la normativa prevede che la comunicazione debba essere preventiva e inoltrata l'anno precedente a quello di frequenza, non certo al termine del secondo quadrimestre?
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