
Area Tematica: Alunni, alunni portatori di disabilità
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Alunni: alunni con problemi comportamentali
Sono Dirigente scolastica di un Istituto Comprensivo e segnalo una criticità che negli ultimi anni si sta manifestando con crescente frequenza, in particolare nella fascia di passaggio tra scuola dell’infanzia (ultimo anno) e primi anni della scuola primaria, con alcune ricadute anche nella secondaria di primo grado.
In numerosi casi, i docenti rilevano difficoltà significative non solo sul piano cognitivo, ma anche comportamentale e relazionale, tali da incidere in modo rilevante sul percorso scolastico dell’alunno e sul contesto classe.
La scuola procede regolarmente (anche per mesi) con osservazioni sistematiche e verbalizzate, incontri con i genitori, segnalazioni circostanziate delle criticità e invito ad attivare un approfondimento presso la Neuropsichiatria infantile. Le reazioni dei genitori risultano tuttavia differenziate: alcune collaborano e avviano il percorso di valutazione, altre assumono atteggiamenti dilatori o omissivi, senza dare seguito agli inviti della scuola o dandone seguito solo in parte con terapie private (che comunque sono per loro una prova che "si sta procedendo"), altre ancora negano il problema o assumono atteggiamenti oppositivi, talvolta anche con il coinvolgimento di legali.
In tali situazioni, soprattutto nei casi di maggiore gravità, si determina una persistente difficoltà nella gestione didattica e disciplinare, nonché il rischio di una compromissione del benessere e dello sviluppo dell’alunno e degli alunni della classe.
Alla luce di quanto sopra, chiedo:
1. quali sono i limiti giuridici dell’intervento della scuola nei confronti delle famiglie che non attivano, o rifiutano di attivare o attivano in parte percorsi di valutazione specialistica, pur in presenza di evidenze documentate?
2. dopo quali passaggi formali (e con quali modalità documentali) il Dirigente scolastico può ritenere esaurito il proprio dovere di segnalazione e attivazione?
3. in presenza di comportamenti familiari omissivi o oppositivi, quando è opportuno e legittimo procedere alla segnalazione ai servizi sociali territoriali, e con quali contenuti e forme?
4. in quali casi tali situazioni possono configurare un pregiudizio per il minore, tale da giustificare una segnalazione al Tribunale per i Minorenni, sia in assenza di certificazione sanitaria sia con una minima certificazione di terapie in corso?
5. è opportuno differenziare le modalità di intervento in relazione all’ordine di scuola (infanzia, primaria, secondaria di primo grado), considerata la diversa età degli alunni e il diverso grado di strutturazione delle competenze?
Grazie
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